Realizzare un trompe l’oeil in 8 passaggi

In questo post illustrerò passo-passo il processo di lavorazione del mio ultimo dipinto a parete, realizzato all’interno di un’abitazione di Cava De’ Tirreni, in provincia di Salerno. Nicola e Maria Rosaria, i gentili clienti che me l’hanno commissionato mi hanno fornito una sorta di lunga ‘lista della spesa’ con l’elenco delle cose che volevano ci fossero all’interno dell’opera. Non è stato facile inserirle tutte senza appesantire la composizione, ma devo dire che l’equilibrio generale è assolutamente bilanciato. Prima di iniziare il lavoro ho presentato loro un bozzetto in digitale che contenesse i vari elementi scelti su livelli separati, per apportare eventuali modifiche e correzioni.


1.
Dopo aver trasferito a matita il bozzetto definitivo sulla parete inizio a lavorare al panorama interno all’oblò. Per prima cosa stendo una base di celeste per il cielo e il mare (o lago), stando ben attento a non perdere il contorno delle farfalle e della mongolfiera. In seguito l’azzurro dell’acqua virerà più sul turchese, ma già da adesso creo il movimento delle onde sulla riva, dato che quella zona rimarrà più chiara rispetto al resto. Dipingo con varie tonalità di verde le colline, i cipressi con relativi chiaroscuri e ombre proiettate, la radura in primo piano e delimito con pennellate rapide il percorso del sentiero di campagna e alcune case del paesino in lontananza.


2.
Studio meglio le ombre dei cipressi, ammorbidisco le zone verdi e completo il sentiero con l’acciottolato tipico delle campagne del centro Italia. Rendo l’azzurro del mare più profondo e turchese e sfumo il cielo aggiungendo piccole nuvole delicate. Mescolando bianco, blu cobalto e viola realizzo il profilo delle montagne. Devono risultare lievemente sfocate e fondersi in parte con lo sfondo, per dare l’idea della distanza. Dipingo le due farfalle: quella azzurra (un mio cavallo di battaglia anche sui sassi) e una maestosa monarca. Infine ricopro col colore i vari spicchi della mongolfiera e comincio a individuare i suoi punti di luce.


3.
Una volta ripresa e terminata la mongolfiera (mi ci vogliono circa cinque ore per realizzare tutti i punti luce e sfumare i vari spicchi) è giunto il turno del paesino di campagna. Si tratta di uno dei passaggi più impegnativi, nel quale mi dedico a dettagli minuti come stradine, finestre, scale e muretti. Occorre mano ferma e una grande cura dei particolari. Da notare che la luce che avvolge l’intera composizione proviene da sinistra: devo tenerne conto mentre realizzo le facciate delle abitazioni con colori che non siano troppo ‘mediterranei’, ma più tipicamente rurali. Infine decido di sfumare ancora un pò le montagne sullo sfondo.


4.
Nello step successivo passo al glicine. Consistenza e volume li ottengo con diverse sovrapposizioni di colore. Per evitare l’effetto ‘parrucca’ decido di dipingere dei rami e alcune aperture al suo interno. Utilizzo una vasta gamma di tinte per ricreare quella tipica del fiore: blu, azzurro, viola, magenta e bianco. Dopo il glicine passo al tronco d’albero sul quale poggia la civetta e finalmente posso rilassarmi un po’, perché per realizzare la corteccia non occorre grande precisione, solo una buona conoscenza di accostamenti di colore e chiaroscuri.


5.
Finalmente è giunto il momento di passare alla civetta! Mi serve un giorno intero per dipingere il piumaggio sul petto, l’intersezione delle varie penne, la livrea marroncina, il becco, la maschera della faccia e gli occhi indagatori. Molto importante anche la zona in luce e quella in ombra che regalano più realismo al rapace. Non riesco comunque a portarlo a termine, mancano ancora le zampe e numerosi altri dettagli. Devo necessariamente rimandarli allo step successivo, al termine di questa giornata sono davvero stanco!


6.
Dopo aver concluso la civetta, comincio a lavorare sui cerchi che regaleranno l’agognato effetto trompe l’oeil a tutta la composizione. Inizio da quello esterno: il bordo dell’apertura deve dare l’idea di essere in ciliegio. Il suo spessore è identico a quello degli infissi alle finestre ed anche il colore del legno e le sue venature sono ricreati fedelmente, in modo da armonizzarsi alla perfezione con gli elementi presenti nell’ambiente. Non posso mascherare la circonferenza con lo scotch-carta o aiutarmi in altro modo per definire i bordi, pertanto è importante evitare sbavature e essere estremamente precisi.


7.
L’interno dell’oblò è piuttosto laborioso e complesso da rendere. E’ risaputo che i trompe l’oeil con apertura circolare sono più difficili da realizzare di quelli rettangolari e quadrati, nei quali l’illusione prospettica è favorita dalla diversa intensità della luce negli angoli. In questo caso potevo solo fare affidamento sul chiaroscuro e sulle venature del legno. Queste ultime, utilizzate sapientemente, si sono rivelate però delle ottime alleate! Per ultime dipingo le foglie all’estremità del ramo sul quale poggia la civetta. Manca davvero poco al termine del lavoro, non mi sembra vero!


8.
Con del bruno temporale diluito realizzo le ombre della civetta e del ramo, poi passo allo spartito. Dipingo un foglio di carta ingiallito con il bordo inferiore leggermente piegato verso l’alto, come se stesse volando via dall’apertura nella parete. Le note della partitura riprendono l’incipit del concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Ludwig van Beethoven, detto anche ‘Imperatore’, a cui il mio cliente è particolarmente affezionato. Cliccando sulle miniature in basso è possibile ingrandire alcuni dettagli del lavoro terminato.


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40 risposte a Realizzare un trompe l’oeil in 8 passaggi

  • Annamaria scrive:

    Come ogni tuo lavoro è splendido!!! Complimenti.

  • elena scrive:

    Stupendo ……la civetta poi è bellissima !!!

  • Marianna scrive:

    Questo è un CAPOLAVORO!!!!!!io adoro vedere gli step dei lavori, e vedere questo è un regalo per gli occhi e non solo.. per chi ama l’arte!

    5 ore per le sfumature della mongolfiera!un lavorone..che però ti avrà dato una enorme soddisfazione!!
    è tutto bello e se volessi scriverti qualcosa per ogni dettaglio non basterebbe tutta la pagina!davvero complimenti!!

    ps:le farfalle sono stupende*_*!!

  • carolina scrive:

    Sinceramente non trovo le parole, vengo spesso a visitare i tuoi lavori e non mi hai mai delusa, ma questo mi ha fatto prendere il coraggio per scriverti il commento. Spettacolare! E’ il minimo che posso dirti!

  • Nicola scrive:

    Questo lavoro è veramente la quarta via, il risveglio degli atavismi, la rimozione del desiderio attraverso ascesi per energizzare il corpo, quello astrale intendo.
    Complimenti

  • Roberto Rizzo scrive:

    @ Annamaria e Elena: grazie mille!
    @ Marianna: sei sempre molto gentile, grazie delle tue parole. Si, è stato un lavoro molto lungo e impegnativo, ma sono soddisfatto del risultato. Un bacio, a presto
    @ Carolina: sono felice che tu abbia trovato il ‘coraggio’ di scrivermi e mi auguro che non sia l’ultima volta!
    @ Nicola: eheheheheh ;)

  • valentina scrive:

    …..Semplicemente poetico. Come ogni tua opera … il particolare dello spartito sospeso…. sembra rendere il tutto molto piu’ fluttuante e artistico. Grazie per il tuo grande dono…..

  • rosy scrive:

    sarebbe poco dire stupendo ma i tuoi capolavori sono una gioia per gli occhi e se mi fermo a guardarli in tutti i particolari la mia mente viaggia in un mondo meraviglioso di pace

  • Roberto Rizzo scrive:

    @ Valentina e Rosy: grazie…

  • stefania scrive:

    Non potrei a parole esprimere nulla che non sia già stato scritto… per non banalizzare, in reverenziale silenzio ammiro quest’opera d’arte………… e mi gusto ogni particolare ed ogni minuziosa piumetta! grazie per questa emozione ;)

  • Yvette scrive:

    L’effetto ‘trompe l’oeil ‘ è perfetto !!! :)
    Bravissimo Roberto , mi piace la tua cura del dettaglio …
    e grazie per il step by step

  • Roberto Rizzo scrive:

    @ Stefania: sei molto cara, grazie.
    @ Yvette: grazie mille, lo step-by-step è stato un po’ lungo da preparare, ma visto il gradimento credo ne sia valsa la pena. Un abbraccio!

  • Nuccia scrive:

    bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo,
    BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO, BRAVISSIMO ETC. ETC. ETC.

  • Roberto Rizzo scrive:

    @ Nuccia: avresti potuto ribadire meglio il concetto, ma anche così va bene, grazie! :D

  • Anna Maria Carbone scrive:

    conoscevo i tuoi Sassi ma non sapevo dei Trompe l’oeil, sei un vero Artista!!!…grazie per averlo proposto!

  • Roberto Rizzo scrive:

    @ Anna Maria: sono un uomo dalle mille risorse, nevvero? ;)

  • Anto scrive:

    Davvero un lavoro meticoloso, perfetto e ricco di particolari. Sei davvero bravo, ho dato una sbirciata al blog e ti faccio tanti complimenti.
    Ciao, Anto.

  • Roberto Rizzo scrive:

    Grazie mille, Anto.

  • sasadangelo scrive:

    Complimenti roberto.
    So poco di pittura murale, posso sapere come prepari il fondo?

    Ma sei di Cava?
    Io sono originario di Sarno anche se vivo a Fiumicino. Anni fa andavo sempre a Cava de’ Tirreni specialmente la sera molto tardi a prendere il Saltinbocca sulla Nazionale. Manco da un sacco di tempo da quelle parti ma è sempre un piacere andarci.

  • Roberto Rizzo scrive:

    Ciao Sasà!
    Non ho dato alcun fondo per la parete, era essenziale (per l’effetto finale) sfruttare il colore di base.
    Il muro era stato già ottimamente trattato con una pittura a calce resistente, impermeabile e flessibile; l’ho ripulito da sedimenti di polvere passando per un paio di volte la pennellessa imbevuta d’acqua e non è servito altro. Io sono di Napoli, a Cava ci sono stato solo saltuariamente per lavoro, ma è una cittadina che mi piace molto. Vivi a Fiumicino??? Allora uno di questi giorni potremmo prendere un caffè insieme, io sto per trasferirmi ad Aranova!

  • sasadangelo scrive:

    Azz,
    vicino dove abito io. Quando vuoi volentieri contattami via email lo prendo volentieri un caffè …

    In generale, invece, su un muro non trattato come suggerisci di prepararlo?

    Mi chiedevo se poi su muro esistono per gli acrilici gli stessi problemi che su tela … ossia asciugatura veloce, difficoltà nelle sfumature, ecc.

  • Roberto Rizzo scrive:

    @ Sasà: in effetti i ‘problemi’ dell’acrilico (asciugatura veloce, tempi per sfumare ridottissimi, ecc.) sono ancora più evidenti su parete rispetto alla tela o alla carta. Ciò non toglie che lavorando per velature si possano ottenere transizioni cromatiche morbide e delicate. Generalmente, quando realizzo un trompe l’oeil direttamente su muro passo una prima mano di aggrappante (detto anche fissante o primer) a cui faccio seguire una miscela di pigmento bianco e gesso acrilico. L’aggrappante è una sostanza che serve a facilitare l’adesione della vernice alla parete e a garantire un lavoro più resistente e duraturo nel tempo.

  • Simona scrive:

    …da tua collega…non ho parole…se non i miei più sinceri complimenti!!!

  • Roberto Rizzo scrive:

    I complimenti da parte dei colleghi valgono sempre doppio…grazie mille, Simona!

  • Simona scrive:

    …i lavori ben fatti vanno apprezzati!!!…

  • Pino Allocca scrive:

    Tanta ammirazione e complimenti … hai un dono, condividilo con qualche tutorial per i meno bravi! Talento puro e preparazione da vendere. BRAVO!

  • anna scrive:

    ….senza parole!!!

  • Enza Santoro scrive:

    Davvero eccezionale…complimenti! Mi piacciono sempre tanto i tuoi lavori, molto curati e…naturali!!!

  • Pieranna scrive:

    Ciao, cercavo un artista esperto di affreschi su muro, vorrei sapere quali sono i costi per un murales esterno con paesaggio della dimensione di 100×80 circa.
    Attendo risposta e ti saluto, a proposito: io abito in provincia di Latina.

  • Marghe scrive:

    Davanti a tal talento m’illumino d’immenso.

  • Emiliana scrive:

    Sei fantastico, il tuo tocco pittorico direi unico e mi piacerebbe poter imparare qualcosa dalle tue passo-passo, spero di poterne vedere ancora.

  • Tarr Andrea scrive:

    Hi your jobs are very very wonderful I loved them. I like paint too but your pics are very nice. I am overawed. Congratulation :)

  • Francesco scrive:

    Ciao davvero complimenti; che colori hai usato per il lavoro?

  • Roberto Rizzo scrive:

    Ciao Francesco,
    il lavoro è stato realizzato con gli acrilici.

  • Francesco scrive:

    Ah ecco, ma che tipo di acrilici? io mi diletto un po, volevo fare la cameretta per mio figlio ma con i barattolini maimeri mi risultava un po difficile. Usi proprio degli acrilici specifici per muro?

  • Roberto Rizzo scrive:

    Ciao Francesco, per i lavori su parete utilizzo i colori acrilici classici.
    Adopero tantissime marche: Maimeri, Lefranc, Liquitex e altri.
    Prova a diluire con acqua il colore di modo che il pennello scorra meglio sull’intonaco.

  • Francesco scrive:

    Grazie per il consiglio e complimenti ancora!

  • Paolo scrive:

    Complimenti davvero!

  • Cettina scrive:

    per caso ti pesco tra le tante pagine del web, cercavo idee per dipingere dei sassi, non sono una esperta, anzi non me ne intendo per niente di colori, sfumature e trucchi per rendere più bello un dipinto…e così pia piano ho seguito il piacere di vedere le tue opere e sono qui con la bocca aperta per lo stupore…BRAVO, anzi BRAVISSIMO…scusa se ti do del tu ma dall’alto dei miei quasi 75 anni penso di poterlo fare…posso essere tua nonna! Grazie per avermi fatto sognare…passo ai miei quattro sassi che dipingerò d’istinto e alla mia tela bianca che mi strizza l’occhio e par che mi dica “non aver paura, buttati….” penso che lo farò…un abbraccio e buona vita!!!

  • Debora scrive:

    Ciao!
    Complimenti per tutto quello che fai.
    Se non ho capito male, prima passi un fissante sulla parete, poi dipingi (mi piacerebbe sapere che tipo di colori usi e se vanno diluiti con acqua) e infine quando è asciutto passi un protettore?
    Deb

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