Simbolismo

Dipinti surrealisti e simbolisti | Opere di Roberto Rizzo

El espejo (lo specchio)

el-espejoQuello che vi presento oggi è il mio ultimo dipinto su tela, dal titolo ‘el espejo’ (‘lo specchio’). Si tratta di un’opera ispirata alle corride spagnole che mette in risalto il rapporto che lega uomo e animale in un contesto tanto cruento.

Toro dipinto su tela - El espejo

Il torero, scorgendo la propria immagine riflessa nell’occhio del toro, può interrogarsi così sul proprio destino. Ho lavorato di getto, con pennellate magmatiche, evitando di rifinire troppo i dettagli cercando di evidenziare il dramma della scena.

Potrebbe anche interessarti:

Fine estate

Quadri surrealistiE’ stata una lunga estate, che, infilandosi nei panni dell’autunno, ne ha preso il posto, illudendoci per l’ennesima volta di poter sconfiggere anche l’inverno. Voglio celebrarla con un dipinto realizzato qualche anno fa al quale sono molto legato, intitolato ‘fine estate’. Ho sempre considerato la pittura  come un linguaggio non verbale, alla stregua della musica. In effetti gli spunti intimi inseriti nel quadro sono tanti, ma mi appassiona di più conoscere quello che la mia opera ispira agli altri. C’è chi ha visto il mio granchio impegnato in una danza spagnoleggiante, chi ha colto nella chela sinistra poggiata sul ‘cuore’ una sorta di giuramento, chi, nella conchiglia-ventaglio, il desiderio di scacciare i nuvoloni minacciosi che incombono. E a voi cosa ispira la mia ‘fine estate’?

Potrebbe anche interessarti:

Sonno elefante

Quadri elefantiHo sempre pensato che il confine tra le varie arti sia meno definito di quanto si possa credere. Realizzai questo dipinto alla fine del 2006, con l’intenzione di raccontare per immagini una canzone di Paolo Conte che mi aveva conquistato. Il brano, ‘sonno elefante’ (titolo che ho dato anche all’opera), è un’ode al sonno che tarda ad arrivare, visto come un pachiderma troppo lento e lontano. L’ insonne (di cui si intravede solo una gamba), fugge dall’oblio proboscidato in pigiama e pantofole, sullo sfondo di una foresta di cuscini. Il fulcro del lavoro si trova quindi ai bordi dell’immagine e il cielo stellato è volutamente raffigurato come una sorta di quinta teatrale. La canzone di Conte è permeata di uno spiccato esotismo che spero di avere almeno in parte catturato. L’opera faceva parte di un ciclo intitolato ‘animalia’. Trovate le altre tavole qui.

Potrebbe anche interessarti:

Relitto

Quadri surrealistiL’idea alla base di ‘relitto’ era di rappresentare uno scorcio immediatamente riconoscibile della mia città alterandone gli elementi quotidiani per convertirli in un paesaggio irreale, ricco di simbologie misteriose, sfruttando innanzitutto l’accostamento di due colori: il giallo del tufo e l’azzurro dell’acqua e degli squali. Il vicolo oramai greve di silenzio, lontano dal rumore e dal brulicare di vita consueti, la volta del cielo sostituita dal reticolo dell’increspatura marina rivelano Napoli come un relitto, un luogo d’abbandono dove sopravvive un’unica specie predatrice che si aggira minacciosa tra i portoni borbonici. I panni stesi non sottolineano più il caratteristico fremere delle esistenze, ma raffigurano le bende delle ferite della città. E’ la mia personale denuncia ai problemi atavici che la mia terra deve affrontare da sempre, una terra che amo e che non posso smettere di sognare diversa. Questo dipinto venne selezionato nel 2007 tra le opere del concorso ‘Profilo d’arte‘ indetto da Banca Profilo ed esposto al Museo della Permanente a Milano, dove in seguito è stato venduto.

Potrebbe anche interessarti:

La volpe e l’uva

La volpe e l'uva‘Fame coacta vulpes alta in vinea uvam adpetebat summis saliens viribus. Quam tangere ut non potuit, discedens ait: “Nondum matura est; nolo acerbam sumere”. Qui facere quae non possunt verbis elevant, adscribere hoc debebunt exemplum sibi’.

Ho deciso di affidare l’incipit di questo articolo alla versione originale in latino della celeberrima ‘la volpe e l’uva’, una delle più note favole di Fedro, per presentarvi un quadro che mi è rimasto nel cuore, malgrado me ne sia separato già da qualche tempo. Un po’ per buon auspicio o forse nella speranza che il 2013 sappia regalare a tutti qualcosa di meglio di quello che stiamo per lasciarci alle spalle (e non si può certo dire che sia difficile), l’ho scelto per farvi i miei migliori auguri di un nuovo inizio. Forse lo avrete notato, la mia versione della storia si discosta leggermente dall’originale: gli acini d’uva sono vicini alla volpe, che spiccando un salto potrebbe facilmente raggiungere quelli più in basso. Ma siamo così sicuri che lo farà? Non è forse vero che quando ciò che abbiamo bramato con tutte le nostre forze ci capita finalmente a tiro rischiamo di perdere improvvisamente interesse? Ecco, ritrarre un soggetto nell’attimo sospeso senza tempo che anticipa una scelta, questa è una delle cose che mi affascinano del dipingere. Di bilanci di fine anno faccio volentieri a meno, lasciano il tempo che trovano. Per non parlare dell’ingente sfilza di buoni propositi a rimorchio. In fondo domani sarà un giorno come un altro. Propormi almeno un piccolo obiettivo mi sembra però sacrosanto e doveroso. A me andrebbe già molto bene se riuscissi a snobbare telefonino e pc più spesso a favore di un buon libro. Lo so che non è molto, ma meglio tagliare un piccolo traguardo che farsi ingannare da un grappolo di miraggi, e poi non vorrei essere troppo esigente con me stesso…  ;) E voi? Che ne dite di raccontarmi i vostri progetti per l’anno venturo? Sono molto curioso…buon 2013 a tutti e a presto!

Potrebbe anche interessarti:

Pagina 1 di 212