Archivi del mese: aprile 2012

‘Magnetismo’, i volti della Natura

Dipinti di animali | Opere su tela di Roberto RizzoEra da un po’ che volevo tornare a lavorare su tela. La pittura su pietra è senza dubbio stimolante e divertente, ma assorbe tempo ed energie e, giorno dopo giorno, mi sono accorto di rimandare e sacrificare idee che invece meritavano di essere sviluppate. Così ho accantonato per un po’ tutte le commissioni e i lavori in sospeso, lasciandomi assorbire totalmente dalla realizzazione di quest’opera. Ho chiuso i ponti col mondo e mi sono barricato nello studio in compagnia di pennelli, colori e dischi di jazz, staccando solo per trangugiare un boccone di tanto in tanto. Alcuni lavori esigono davvero tutte le nostre forze. Nell’opera ho cercato di catturare mistero e bellezza della natura, elementi che mi sono cari da sempre e che lo sguardo di questo gatto incarna alla perfezione. I chiaroscuri azzurri sul muso, il verde acqua delle iridi, tutto in questo soggetto attrae l’attenzione di chi osserva. ‘Magnetismo’ è il primo dipinto di un ciclo intitolato ‘i volti della Natura.

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Testuggine terrestre

Sassi dipinti con tartarughe - testuggine terrestreLe tartarughe sono animali sacri, simbolo di longevità e fertilità. Vengono considerate da sempre un portafortuna e per questo sono molto apprezzate e collezionate. Per rendere le placche del carapace e le scaglie della pelle occorrono mano ferma e una grande precisione. Come sempre, per la buona riuscita del lavoro, è fondamentale utilizzare la pietra giusta. Le migliori sono quelle a forma di scodella rovesciata, una sorta di sfera tagliata a metà con la base piatta e regolare, tuttavia è un soggetto che ha la fortuna di adattarsi discretamente a tutta una serie di sassi più ‘comuni’. In base all’altezza e al volume della bombatura decido poi se realizzare tartarughe marine o terrestri. Dimensione e forma della testuggine in foto erano pressoché perfette. Clicca per ingrandire.

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Indovinelli visivi: ecco a voi i droodles!

Funny droodles by Roberto RizzoOggi inauguro una piccola rubrica, nella quale ho intenzione di condividere tutti i droodles che ho realizzato (spremendomi le meningi) in questi ultimi anni. Di cosa si tratta precisamente? I droodles, dall’inglese ‘to doodle’ (scarabocchiare) e ‘riddle’ (indovinello), sono delle immagini-rompicapo inventate negli anni ’50 da Roger Price che a tutt’oggi si rivelano utili e divertenti esercizi per creativi. La loro forma è minimale: abbiamo un quadrato contenente alcuni semplici segni grafici a prima vista apparentemente senza senso, il cui significato (che spesso si rivela umoristico e sorprendente) può essere decodificato solo mediante l’aggiunta di un elemento testuale che inneschi un processo cognitivo. Io li ho sempre trovati  fantastici, sono una vera palestra per la mente! La loro semplicità non v’inganni: crearne uno che funzioni è più complicato di quanto possa sembrare! Oggi vi mostro il primo della serie: siete in grado di dire cosa rappresenta senza sbirciare la soluzione? :)

Mostra soluzione

Pinocchio che fa il morto a galla

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Un dentice di pietra

Sassi dipinti - dentice su pietraQuale soggetto avrei potuto ritrarre su un sasso così particolare? La gobba nella zona superiore andava sfruttata assolutamente al meglio e dopo varie prove che non mi convincevano del tutto (un’orca e un beluga) ho cambiato registro e optato per un pesce. Per la precisione un dentice, poiché la pietra offriva anche una leggera bombatura frontale quanto mai adatta ad accogliere la bocca sporgente e irta di denti aguzzi tipica di questa specie. Sono ripartito daccapo con una terza traccia a matita per poi finalmente passare al colore. Mi sono concentrato sulla delicatezza dei contrasti e le tinte pastello delle scaglie, mi ci è voluta un’intera giornata e devo dire che il lavoro si è rivelato più impegnativo del previsto. Il risultato però mi soddisfa: ecco uno scintillante e freschissimo dentice appena pescato! Non trovate che come mascotte sulla mensola di una pescheria farebbe la sua bella figura? Altri sassi dipinti con pesci si possono visualizzare in questa galleria. Clicca per ingrandire.Sassi dipinti - dentice su pietra

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Un’altra luna

Sassi dipinti - LunaGli oroscopi dei giorni scorsi collocavano la Luna in ottimo aspetto al mio segno, ma non credevo fino a questo punto! E’ infatti la seconda micia con questo nome che ho ritratto su pietra nel giro di poco tempo, e guarda caso pure lei è tigrata come la precedente. Il sasso è stato realizzato per Veronica di Reggio Emilia che ringrazio di cuore. Ha richiesto alcuni giorni di lavoro e centinaia di piccole pennellate per rendere il fitto pelo e i dettagli della faccia. In genere preferisco dipingere il capo degli animali di tre quarti, perché in questo modo posso ricreare meglio la torsione del collo, ma l’immagine si prestava bene anche per un ritratto frontale. Quello che più mi interessava catturare era la scintilla di vita presente negli occhi di Luna, che attraggono l’attenzione dello spettatore come una calamita. Il sasso dipinto è stato firmato, protetto con una vernice finale opaca, ed ora è pronto per essere spedito con il suo certificato di garanzia di autenticità. Che ne pensate del risultato? Lasciate una traccia del vostro passaggio, non dimenticate che i commenti sono il lievito del blog! Potete cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Sassi dipinti - Luna

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A scuola a piedi scalzi

A scuola a piedi scalzi - acquerelloIeri, mettendo un po’ d’ordine in giro, mi è capitato fra le mani un vecchio libro datato 1994 al quale sono particolarmente legato. Si trattava di un interessante progetto realizzato dall’associazione pedagogica italiana (As.Pe.I.) in collaborazione con le Casse Rurali di Trento che mirava a sottolineare l’importanza e il valore della figura dell’insegnante nella società, raccogliendo in questo volume scritti di vari maestri di scuola elementare. Sfogliando queste pagine emergono frammenti di vita vissuta, spunti di riflessione, confessioni di gioia ma anche di amarezza, una vita di dedizione sincera che punta più alla responsabilità dell’educare che al calcolo dell’istruire. Non ho mai avuto un buon rapporto con l’istituzione scolastica, però del periodo delle elementari conservo un ricordo meraviglioso grazie a Ada, la mia maestra di allora. L’opera in copertina la realizzai io ad acquerello e malgrado fosse uno dei miei primi lavori su commissione e presenti qualche ingenuità credo conservi ancora quella malinconia trasognata che cercai di infondere alla scena. Da notare che firmavo con la doppia R, quanti anni sono passati! Il libro mi è caro anche perché a curare questa raccolta di racconti fu mio zio Bettino, scomparso purtroppo già da alcuni anni. Anche lui insegnava, era uno di quelli tosti, ma aveva un gran cuore ed oltre ad eccellere nella scrittura era un vero anticonformista. Nel poco tempo passato insieme (lui viveva a Milano e io a Napoli) mi ha insegnato molte cose, come la necessità di imparare il prima possibile a fare i conti con la solitudine. Mi mancano molto quella sua aria scanzonata e imprevedibile quando era di buonumore, i nostri discorsi sulla vita, la politica e le responsabilità individuali di ognuno. Credo che se oggi fosse qui apprezzerebbe molto le potenzialità della rete. Chissà, forse non gli sarebbe dispiaciuto leggere un post che parla di lui scritto da quel nipote così insicuro che nel frattempo (almeno all’anagrafe) si è trasformato in un uomo.

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