Archivi del mese: giugno 2013

Una sfida appassionante su un sasso incredibile!

Uccelli dipinti sui sassiOggi vi mostro il mio ultimo lavoro su pietra. Come avrete capito si tratta di un’opera unica, perché la forma del sasso sul quale ho lavorato è realmente strepitosa. Ringrazio il Sig. Paolo di Trieste che me l’ha commissionato e lascio a lui la parola: “Buonasera Signor Rizzo, sei anni fa, mentre camminavo per il Carso triestino, mi imbattei in una strana pietra dalle sembianze di un uccello. Anzi, a prima vista, in mezzo all’erba, mi parve quasi un uccello reale. Lo portai a casa e da quel giorno “razzola” nel mio giardino. Ora, vedendo i suoi magnifici lavori, mi chiedevo se la nostra pietra potesse ispirarla nella realizzazione di uno dei suoi incredibili animali. Sarebbe bello che il sasso, già modellato dalla natura, prendesse vita sotto i suoi abili colpi di pennello”.

Sassi dipinti uccelli
Inutile dirvi che ho raccolto immediatamente la sfida! Già dalle foto inviatemi però era chiaro che non si trattasse di un lavoro semplice: il sasso è piuttosto grande (oltre 30 cm) e ha di certo una bellissima forma, ma la zona del becco è poco pronunciata, per cui avrei dovuto aiutarmi con i chiaroscuri per dargli maggiore profondità e farlo sembrare più appuntito. Inoltre, come ho poi potuto constatare da vicino, la superficie della pietra è ruvida e presenta in molti punti spaccature e fori che avrei dovuto sapientemente ‘camuffare’ con il colore. Ho troppo rispetto per il lavoro fatto nei decenni da Madre Natura e non utilizzo quasi mai paste sintetiche per turare buchi o limare imperfezioni: preferisco misurarmici tentando di sfruttarli a mio vantaggio. Non era neanche facile scegliere il soggetto da dipingere. Di comune accordo col Sig. Paolo abbiamo stabilito dovesse essere una grandule maschio, volatile parente di colombi e pernici, dal piumaggio ricco e variopinto. E ora passiamo al procedimento di realizzazione step-by-step!
Sassi dipinti uccelli

Per prima cosa realizzo un veloce disegno a matita per individuare i punti ‘critici’ della pietra e studiare le proporzioni dell’uccello. Non si tratta ancora del disegno definitivo, più che altro questo schizzo mi serve per ‘prendere confidenza’ col supporto. Successivamente stendo un paio di mani di acrilico di base: un ‘verdaccio’ nella zona superiore (ottenuto mescolando giallo di cadmio medio, nero, verde vescica e terra di siena naturale) e del bianco puro in quella inferiore. Attendo che il colore asciughi ed eseguo un nuovo disegno a matita bianca più rifinito, concentrandomi sull’andamento delle penne delle ali, adattandole dove serve alle spaccature della roccia. Ripasso le tracce a matita con del nero diluito, in modo da circoscrivere tutte le aree, e poi inizio a dipingere i singoli elementi uno ad uno scendendo sempre più in profondità nel dettaglio. Ho addolcito la zona del petto (particolarmente squadrata) dando l’illusione che il piumaggio fosse bombato e, più in basso, ho anche realizzato la zampa della grandule. Il sasso, dipinto su entrambi i lati, firmato e protetto con vernice finale opaca è pronto a tornare a casa!


Ed ecco la grandule razzolare su e giù per il nostro giardino in cerca di semi! Ho ingrandito l’opera in alcuni punti per farvi apprezzare la qualità dei dettagli. Cliccate sulle immagini per ingrandirle.

Uccelli dipinti su pietra

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Indovinelli visivi: droodle #7

Indovinelli visivi con soluzione
Di tanto in tanto mi ricapitano tra le mani gli indovinelli visivi realizzati durante gli anni allo IED di Milano…che nostalgia di quel periodo spensierato! Scoprii di essere naturalmente ‘portato’ per i droodles; ne inventai così tanti che il docente che ce li fece conoscere si congratulò con me personalmente. Eccovene un altro…siete pronti per questa nuova sfida? Indovinate di cosa si tratta e scrivetelo nei commenti, solo dopo vi autorizzo a cliccare sulla soluzione! :P

Mostra soluzione

Pupazzo di neve freddoloso che ha acceso un fuoco per riscaldarsi

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Sassi dipinti tartarugheE’ sempre affascinante dipingere tartarughe su pietra, specialmente quando capita di trovare delle belle forme. Questo sasso spaccato in due ha una base piattissima e una bombatura alta, ideale per una testuggine terrestre (quando sono più schiacciate invece opto per quelle marine). Ho scelto una specie particolare, la tartaruga scatola della Florida, perché volevo cimentarmi con l’elegante disegno a raggi del carapace e le strisce giallognole trasversali sul capo. Dite la verità, non viene voglia di darle da mangiare una foglia di insalata? Le tartarughe sono soggetti molto richiesti e sono in tanti a collezionarle. Nella galleria dei rettili mostro altri sassi dipinti trasformati in testuggini realizzati negli ultimi anni.

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Sonno elefante

Quadri elefantiHo sempre pensato che il confine tra le varie arti sia meno definito di quanto si possa credere. Realizzai questo dipinto alla fine del 2006, con l’intenzione di raccontare per immagini una canzone di Paolo Conte che mi aveva conquistato. Il brano, ‘sonno elefante’ (titolo che ho dato anche all’opera), è un’ode al sonno che tarda ad arrivare, visto come un pachiderma troppo lento e lontano. L’ insonne (di cui si intravede solo una gamba), fugge dall’oblio proboscidato in pigiama e pantofole, sullo sfondo di una foresta di cuscini. Il fulcro del lavoro si trova quindi ai bordi dell’immagine e il cielo stellato è volutamente raffigurato come una sorta di quinta teatrale. La canzone di Conte è permeata di uno spiccato esotismo che spero di avere almeno in parte catturato. L’opera faceva parte di un ciclo intitolato ‘animalia’. Trovate le altre tavole qui.

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Rapaci notturni su tronco

Sassi dipinti gufiIn una delle mie recenti passeggiate al mare sono stato colpito da un sasso rettangolare pieno di crepe che a prima vista avevo scambiato per un pezzo di legno. Immediatamente mi sono detto: “perché non sfruttare questa sua caratteristica e trasformarlo in un finto tronco?” Detto fatto, mi sono messo al lavoro per ricreare la corteccia e le sezioni del legno alle estremità della pietra. Le spaccature naturali hanno contribuito ad accentuare il realismo. Una volta terminato il tronco ho scelto tre minuscoli ciottoli su cui dipingere dei gufetti. Per la precisione un allocco di Lapponia, una civetta delle nevi e una civetta comune. Il risultato è molto originale, si tratta di un pezzo unico che difficilmente potrò ripetere. Che ne pensate, vi piace? Aspetto le vostre impressioni con un commento all’articolo, grazie!

Gufi sui sassi

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