
“Ho sempre amato la ricchezza di forme presente in natura e prendo generalmente spunto da essa nell’elaborazione di un dipinto. Il regno animale in particolare mi appassiona fin da quando ero bambino; credo che ogni artista non possa far altro, durante il proprio viaggio espressivo ed emotivo, che ritornare alle passioni dell’infanzia, essendo l’arte innanzitutto gioco e passione, oltre che disciplina. Ogni mia opera nasconde il desiderio intrinseco di spiegare e spiegarmi un aspetto particolare del vivere e in genere è un singolo dettaglio a solleticare la mia fantasia, una miccia che innesca varie cariche in sequenza dalle quali prende vita il concetto finale. Una volta stabilito il centro dell’idea comincio a girarci intorno aggiungendo o sottraendo elementi mediante abbozzi veloci fino a quando non mi ritengo soddisfatto. E’ un processo a volte lungo perché curo molto l’equilibrio e gli ingombri all’interno di una composizione. Questa ricerca mi conduce in genere ad un risultato che inizialmente immaginavo più immediato nel suo carico simbolico. L’accostamento ardito di elementi in apparente contrasto tra di essi dona alle mie opere un carattere fortemente allegorico e allo spettatore appare evidente la presenza di un significato ben preciso dietro l’immagine, tuttavia quello stesso significato può risultare meno immediato da comprendere. E’ un aspetto del mio lavoro che mi affascina molto: catturare lo sguardo di chi osserva, spingendolo a porsi domande, scoprire che egli stesso è in grado di mostrarmi nuove chiavi di lettura e interpretazione.
A differenza degli altri esseri viventi abbiamo perduto buona parte dei nostri istinti primordiali. Questa incapacità umana di distaccarsi dall’idea di bene e male, di giusto e sbagliato, di crearsi mondi alternativi pur di non mescolarsi al creato mi appassiona da tempo e ho cercato di analizzarla delegando paradossalmente proprio agli animali il compito di mostrare la nostra condizione. Come nel ciclo ‘Fish market‘, che nasce dal puro piacere estetico di riproporre su tela l’incredibile varietà cromatica che contraddistingue la fauna ittica. Le escrescenze calcaree dei molluschi, i vividi riflessi metallici del pesce azzurro, i loro grandi occhi sbarrati e interrogativi, gli sprazzi rossi delle branchie, tutto ciò mi attira e mi ha spinto a descrivere questo prezioso giacimento di vita sommersa privato della propria libertà, caricando ogni dipinto di una personale simbologia.
Altra evidente fonte di ispirazione in questo caso è rappresentata dalla mia città natale, Napoli, nella quale bancarelle e mercati del pesce sono presenti ad ogni angolo di strada. Mi è parso naturale associare le vasche piene di vita ancora brulicante seppur condannata alla raffigurazione di un caos nel quale noi stessi siamo immersi ogni giorno, prede a nostra volta cadute nella rete di una quotidianità frenetica che si specchia continuamente in sé stessa e della quale siamo tutti prigionieri, pesci, pescatori e acquirenti. I miei dipinti sono spesso ‘contaminati’ da questo luogo unico nel quale convivono aspetti contraddittori e molteplici culture, un calderone dove la vita ribolle e tutto pare muoversi in eterno senza però modificarsi mai veramente.
Voglio infine menzionare il grande serbatoio di verità celato nel mondo delle favole, della mitologia, della letteratura. Da esso posso attingere a piene mani, modificando storie già note e facendole mie nel tentativo di riuscire a raccontare qualche volta anche con ironia il male di esistere e al contempo la sacralità della vita, la sua struggente, drammatica bellezza.”
Roberto Rizzo - articolo pubblicato su Composit Magazine - marzo 2010
